Stabilizzazione precari sanità senza concorso: guida completa e requisiti 2025

Pubblico impiego

24 Marzo 2025 StudioLegale

Cos’è la stabilizzazione precari senza concorso?

 

La stabilizzazione del personale precario è un processo finalizzato all’inserimento nei ruoli della Pubblica Amministrazione (P.A.) di lavoratori che, per anni, hanno operato con contratti a termine o altre forme lavorative flessibili presso enti pubblici. Questo meccanismo rappresenta un’eccezione alla regola generale dell’accesso tramite concorso pubblico, prevista dall’articolo 97 della Costituzione italiana ed è consentito solo nei casi specificamente previsti dalla legge. Leggi ora la guida completa sulla stabilizzazione precari sanità senza concorso e ottieni assistenza legale su come accedere ai benefici!

L’obiettivo della stabilizzazione è garantire continuità occupazionale a figure lavorative che hanno maturato una significativa esperienza nel settore pubblico, nel rispetto delle esigenze organizzative della Pubblica Amministrazione, bilanciando l’interesse pubblico con i principi costituzionali. Questo strumento non è infatti obbligatorio per le Amministrazioni, che mantengono una facoltà discrezionale nell’applicarlo. Le Amministrazioni “possono” infatti assumere a tempo indeterminato: questa discrezionale, come ogni decisione della P.A., deve essere motivata e coerente con il piano triennale del fabbisogno del personale (PTFP).

Un aspetto, più volte affermato dalla giurisprudenza amministrativa, è che la stabilizzazione è riservata esclusivamente ai lavoratori precari. Pertanto, chi è già assunto a tempo indeterminato presso un’altra amministrazione non potrebbe accedere a questa procedura, poiché l’obiettivo della norma è trasformare rapporti di lavoro precari in stabili, e non riconoscere esperienze lavorative pregresse già concluse con un’assunzione definitiva.

 

Stabilizzazione precari sanità ultime notizie: cosa cambia nel 2025?

 

Per il 2025, la normativa sulla stabilizzazione dei precari della sanità continua a evolversi.

Alcuni interventi normativi hanno infatti disposto la proroga della possibilità di stabilizzazione fino al 31 dicembre 2025, con regole precise per l’accesso. In particolare, il personale precario della sanità del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) può essere stabilizzato a tempo indeterminato se soddisfa i requisiti di stabilizzazione precari sanità senza concorso in base alla normativa vigente.

In sostanza, gli Enti del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) possono assumere a tempo indeterminato il personale del ruolo sanitario e sociosanitario, anche se non più in servizio, che abbia maturato almeno 18 mesi di servizio, di cui almeno 6 mesi tra il 31 Gennaio 2020 e il 31 Dicembre 2025.

Quindi, rispetto al pregresso:

  • il termine per maturare i 18 mesi di servizio è stato prorogato al 31 dicembre 2025;
  • è stato ampliato anche il semestre richiesto ai fini del requisito di anzianità, comprendendo anche quello svolto sino al 31 Dicembre 2025.

Stabilizzazione precari sanità senza concorso

 

Requisiti per la stabilizzazione precari sanità senza concorso

 

Per essere stabilizzati senza concorso, i precari sanitari possono accedere alle procedure di stabilizzazione “Covid”, per il personale che ha prestato servizio durante l’emergenza pandemica. È richiesto il possesso di specifici requisiti, stabiliti dal citato art. 1, comma 268, lettera b) della legge n. 234/2021 come recentemente modificato.

In particolare, è previsto che, fino al 31 dicembre 2025, gli enti del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) possano assumere a tempo indeterminato il personale sanitario e sociosanitario che:

  • è stato reclutato con contratto a tempo determinato tramite procedure concorsuali;
  • abbia maturato almeno 18 mesi di servizio entro il 31 dicembre 2025, anche non continuativi, alle dipendenze di un ente del Servizio Sanitario Nazionale (SSN);
  • di cui almeno 6 mesi tra il 31 gennaio 2020 e il 31 dicembre 2025.

Le stabilizzazioni devono essere fatte entro i limiti di spesa consentiti dalle normative vigenti e in coerenza con il piano triennale del fabbisogno del personale (PTFP).

 

Principali tipi di stabilizzazione dei precari nel settore sanitario

 

In tempi recenti, la stabilizzazione è stata introdotta dal D.lgs. 75/2017, noto come Decreto Madia, il cui articolo 20, rubricato “Superamento del precariato nelle pubbliche amministrazioni“, ha previsto due modalità:

  • la procedura di stabilizzazione diretta, che non richiede concorso, ma il possesso di specifica anzianità di servizio e tipologia di contratto;
  • la procedura di stabilizzazione indiretta, attuata mediante una selezione riservata ai precari, per i quali è destinata una quota di posti per l’accesso all’esterno.

Nel settore sanitario, come detto, è inoltre prevista una stabilizzazione “Covid”, per il personale che ha prestato servizio durante l’emergenza pandemica.

 

a) La stabilizzazione diretta (comma 1, art. 20)

Il comma 1 dell’art. 20 rappresenta il percorso più vantaggioso per il lavoratore precario, poiché consente l’assunzione diretta senza un nuovo concorso pubblico.

I requisiti richiesti per accedere a questa forma di stabilizzazione sono:

  • avere prestato servizio con contratto a termine o, secondo alcune interpretazioni, anche con contratti di lavoro flessibili presso l’amministrazione che intende procedere alla stabilizzazione. Tale tutela è valida per i contratti sottoscritti a partire dal 28 agosto 2015 (data di entrata in vigore della Legge 124/2015);
  • essere stato assunto tramite una procedura concorsuale, anche presso un’altra amministrazione pubblica.
  • avere maturato almeno tre anni di servizio, anche non continuativi, negli ultimi otto anni presso l’amministrazione che procede alla stabilizzazione.

Un ulteriore requisito riguarda le mansioni svolte che devono essere coerenti con quelle previste per la stabilizzazione, per garantire un’effettiva continuità professionale.

 

b) La stabilizzazione tramite concorso (comma 2, art. 20)

Il comma 2 dell’art. 20 prevede una stabilizzazione “indiretta”, che avviene attraverso un nuovo concorso pubblico. Tuttavia, è prevista una riserva fino al 50% dei posti disponibili ai lavoratori precari che soddisfano i seguenti requisiti:

  • essere titolari di un contratto di lavoro flessibile presso l’amministrazione che bandisce il concorso, sottoscritto a partire dal 28 agosto 2015;
  • avere maturato almeno 3 anni di servizio negli ultimi 8 anni presso la stessa amministrazione, anche in modo discontinuo.

 

c) La stabilizzazione “Covid”

Accanto a queste forme generali di stabilizzazione, a seguito della pandemia di Covid-19, è stata prevista anche una ulteriore modalità di stabilizzazione per i precari della sanità. L’articolo 1, comma 268, lettera b) della legge n. 234/2021 disciplina la procedura di “stabilizzazione Covid”, volta a rafforzare i servizi sanitari regionali e valorizzare il personale impiegato durante l’emergenza pandemica.

La legge prevede che gli enti del Servizio Sanitario Nazionale (SSN) possono assumere a tempo indeterminato il personale sanitario e sociosanitario che:

  • sia stato reclutato con contratto a tempo determinato tramite procedure concorsuali;
  • abbia maturato almeno 18 mesi di servizio al 31 dicembre 2025, anche non continuativi, di cui almeno 6 mesi di servizio a partire dal 31 gennaio 2020.

Si tratta di una stabilizzazione diretta, che non richiede ulteriori selezioni, e che si applica a tutti i profili del ruolo sanitario e sociosanitario, anche se non più in servizio. Gli enti del SSN devono pubblicare avvisi pubblici, garantendo trasparenza e accesso agli aventi diritto. Le Regioni definiscono invece i “criteri di priorità” per la stabilizzazione, in base alle esigenze organizzative e assistenziali, stabilendo inoltre l’ordine di precedenza tra le procedure di stabilizzazione di cui al decreto Madia e quelle Covid.

Stabilizzazione precari sanità senza concorso pubblica amministrazione

 

Vantaggi della stabilizzazione senza concorso per operatori sanitari e strutture

 

Il Servizio Sanitario Nazionale (SSN) è un sistema complesso in cui il personale rappresenta una risorsa chiave per garantire qualità e sostenibilità dell’assistenza. Tuttavia, negli ultimi anni, le politiche di contenimento della spesa hanno limitato le assunzioni a tempo indeterminato, causando una riduzione del personale e un aumento del precariato.

L’emergenza Covid ha portato all’adozione di misure straordinarie di reclutamento, consentendo, ad esempio, l’assunzione rapida di medici specializzandi, laureati abilitati e operatori sanitari con contratti flessibili e a termine. Ciò ha incrementato il numero di precari, che hanno svolto un ruolo fondamentale nel gestire la crisi sanitaria. Lo specifico intervento normativo per il personale Covid valorizza dunque il loro ruolo e rafforzerebbe il SSN per affrontare future emergenze.

Una stabilizzazione precari sanità senza concorso permette:

  • agli operatori sanitari, di ottenere una maggiore sicurezza occupazionale, migliorando la loro condizione lavorativa e permettendo loro di pianificare il futuro professionale;
  • alle strutture sanitarie, di reclutare personale precario con esperienza pregressa, riducendo i costi del turnover e migliorando la qualità dei servizi; inoltre, si limita il ricorso ai contratti precari, garantendo maggiore efficienza nella gestione delle risorse umane.

 

Ricorso stabilizzazione precari sanità, come funziona?

 

Il contenzioso in tema di stabilizzazione dei precari della sanità può riguardare diverse fattispecie. Ad esempio, potrebbe trattarsi di impugnare il bando di un concorso: la Pubblica Amministrazione dovrebbe, infatti, prioritariamente valutare alternative al concorso pubblico, come l’uso di graduatorie valide, avvisi di stabilizzazione o mobilità obbligatoria.

Più di frequente, il contenzioso riguarda l’esclusione del singolo precario dalla procedura di stabilizzazione. In tali casi, se un lavoratore precario ritiene di avere i requisiti per la stabilizzazione senza concorso, ma l’amministrazione non gli riconosce tale diritto, può presentare un ricorso.

La giurisprudenza ha chiarito che le controversie relative alla procedura di stabilizzazione diretta rientrano nella giurisdizione ordinaria (ad esempio Cass. civ., Sez. Unite, ordinanza, 14 febbraio 2023, n. 4643), mentre quelle riguardanti la stabilizzazione indiretta sono di competenza del giudice amministrativo. Il ricorso deve essere supportato da documentazione che dimostri il possesso dei requisiti di stabilizzazione richiesti dalla normativa.

 

Casi pratici di stabilizzazione senza concorso nella sanità italiana

 

Negli ultimi anni, numerosi professionisti sanitari sono stati reclutati grazie all’applicazione della normativa sulla stabilizzazione dei precari. Ad esempio, in diverse Regioni italiane, sono stati banditi avvisi pubblici per la procedura di stabilizzazione diretta di infermieri e tecnici sanitari che avevano maturato esperienza durante l’emergenza Covid-19.

Un caso emblematico riguarda la stabilizzazione del personale precario impiegato nelle USCA (Unità Speciali di Continuità Assistenziale), che hanno giocato un ruolo chiave nella gestione della pandemia. Questi operatori, inizialmente assunti con contratti precari, sono stati progressivamente integrati con contratti a tempo indeterminato in diverse strutture sanitarie regionali.

 

Supporto legale BC&Partners nella stabilizzazione del personale sanitario

 

Lo Studio Legale BC&Partners offre consulenza e assistenza legale ai lavoratori precari della sanità che intendono tutelare la propria posizione nelle procedure di stabilizzazione. Il supporto include l’analisi dei requisiti stabilizzazione precari sanità senza concorso, la predisposizione della documentazione necessaria e la rappresentanza in sede giudiziaria, garantendo ai precari sanitari la massima tutela dei propri diritti lavorativi.